Chirurgia Generale e Oncologica: in soli 10 giorni operati con successo pazienti con patologie molto complesse

Presso l’Unità Operativa di Chirurgia Generale e Oncologica, diretta dal Prof. Cristiano Huscher, in soli 10 giorni sono stati operati pazienti con patologie molto complesse e tutti con successo.
Tanto per riuscire a rendere tangibile la complessità degli interventi effettuati, si riportano in elenco: un paziente con cancro del polmone, sottoposto a lobectomia superiore di salvataggio dopo chemioterapia; un paziente con tumore dell’esofago, operato per via addominale e toracica destra; un paziente con cancro dell’esofago, operato con tecnica laparascopica per via transiatale, tecnica mini invasiva complessa; una paziente con tumore del timo, operata con sternotomia mediana, tecnica simile a quella che si usa per le operazioni a cuore aperto; una paziente operata di mediastinite per via toracica destra; un paziente con massa toracica destra che determinava occupazione del polmone; un paziente con cancro del pancreas, nel qual caso è stata eseguita una duodenocefalopancreasectomia.
È bene sottolineare che solo in due casi è stato necessario, in post operatorio, fare ricorso alla rianimazione.
Tutti questi interventi andati a buon fine rappresentano l’evidente risultato di un lavoro complesso effettuato tra oncologi che preparano e selezionano i malati, radiologi che consentono diagnosi difficili e producono esami tridimensionali così da programmare con esattezza gli interventi più complessi, anestesisti che all’Ospedale Rummo oltre ad avere grande competenza possono fare uso di una strumentazione veramente d’avanguardia.
Si pensi semplicemente che il sistema di monitoraggio della Chirurgia Oncologica, unico in Italia è lo stesso in funzione a Boston (USA), presso la Harvard University.
Proprio questo lavoro di equipe messo in campo dal Rummo ha fatto sì che tali risultati fossero sottolineati, quale esempio positivo, di un articolo apparso sulla prestigiosa rivista scientifica americana “Annals of Surgery” (febbraio 2015, volume 261, pp.221-227), a firma della dott. Patricia Sylla.

“Nella sua relazione -scrive la Sylla prendendo spunto dallo studio pubblicato dal prof. Huscher con i dottori Bretagnol e Ponzano, dal titolo “Robotic assisted transanal total mesorectal excision: the key against the Achilles”- ad Huscher vanno le nostre congratulazioni, non solo per aver segnalato la più grande serie di pubblicazioni aggiornate sulla TME robotica trans-anale con assistenza laparoscopica, ma anche per i loro eccellenti risultati. Sorprendentemente, il tempo operatorio medio di 165,7 minuti è stato sostanzialmente inferiore a quello di precedenti rapporti sulla taTME robotici, nonostante un indice medio di massa corporea di 29,9 kg/m2, ed una più bassa posizione media del tumore rettale.
Il tempo operatorio – scrive ancora la prof. Sylla – è anche inferiore a quello riportato nella maggioranza della casistica in laparoscopia assistita. È possibile che il tempo operatorio più breve è dovuto alla capacità di apprendimento veloce degli autori”.
L’Ufficio Stampa
Benevento, 11 febbraio 2015